Il vetro

Le fornaci di Murano dal 1200 danno vita ai capolavori dei maestri vetrai, che rinchiusi nella loro isola a difendere i segreti della loro produzione, erano riusciti a realizzare un vetro così terso e puro da renderlo incomparabile sui mercati internazionali.

"Ferveva il lavoro intorno alla fornace. In cima ai ferri da soffio il vetro fuso si gonfiava, serpeggiava, diventava argentino come una nuvoletta, splendeva come la luna, scoppiava, si divideva in mille frammenti sottilissimi, crepitanti, rutilanti, più esigui dei fili che si vedono al mattino nelle foreste tra ramo e ramo. Gli artefici foggiavano le coppe armoniose, ciascuno obbedendo nell'operare ad un ritmo suo proprio generato dalla qualità della materia e dalla consuetudine delle movenze atte a dominarla. I garzoni ponevano una piccola pera di pasta ardente nei punti indicati dai maestri e la pera si allungava, si torceva, si mutava in un'ansa, in un labbro, in un becco, in uno stelo, in una base. Disperdevasi a poco a poco il rossore sotto gli ordegni; e il calice nascente era esposto di nuovo alla fiamma, infiddo nell'asta; poi n'era tratto docile, duttile, sensibile ai più tenui tocchi che l'ornavano, che l'affinavano, che lo rendevano conforme al modello trasmesso dagli avi o all'invenzione libera del nuovo creatore. Straordinariamente agili e leggeri erano i gesti umani intorno a quelle eleganti creature del fuoco, dell'alito e del ferro, come i gesti d'una danza silenziosa."

Gabriele D'Annunzio